Finanza italiana: si comincia a puntare sul “green”

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Finanza “verde” e sviluppo ecosostenibile: sono questi i due punti fissi indicati nei giorni scorsi dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, intento a spiegare quali sono gli obiettivi del Governo per quanto riguarda il mondo della finanza italiana.

Muoversi verso la finanza verde e lo sviluppo sostenibile è una riforma strutturale e con questo intendo una serie di norme che cambiano i comportamenti e quindi i risultati, ha dichiarato il ministro alla presentazione del rapporto di Bankitalia sul dialogo italiano per lo sviluppo sostenibile. Padoan ricorda inoltre il biennio 2007-2008, quando stava scoppiando la più grande crisi dal dopoguerra. Immediatamente si pose l’attenzione su come uscire dalla crisi, già allora alcuni Paesi insistettero sull’uscita attraverso la green growth. Ora se ne parla di più, con concetti più ampi ed estesi.

A chiarire questo concetto ci ha pensato recentemente VedoGreen, azienda del gruppo Ir Top che dal 2011 censisce l’Osservatorio green economy sui mercati dei capitali. Secondo l’ultima analisi pubblicata, le società “verdi” quotate a Piazza Affari sono già 22, con una capitalizzazione di 1,6 miliardi di euro.

I rapporti di VedoGreen sono un ottimo censimento sulle tendenze del settore in Italia e in Europa. Vi si legge in particolare che le società verdi attirano sempre di più gli investitori, che per circa un quarto risultano essere italiani. Anche http://www.migliorefinanza.com/ parla degli investimenti in “Aziende Ecosostenibili

Secondo un’indagine su 100 fondi e gestori europei, risalente all’anno scorso, i 5 settori ecosostenibili che registreranno la maggiore crescita nel futuro sono costruzioni green (crescita del 71%), efficienza energetica (69%), chimica verde (65%), Agribusiness (62%) e rifiuti (57%).

L’economia green è un megatrend e da qualche mese lo sta diventando anche in Italia, ha spiegato Anna Lambiase, amministratore delegato di VedoGreen. Stiamo assistendo alla seconda ondata green, dopo che lo scorso decennio c’era stata la prima, collegata agli incentivi pubblici.

Il cosiddetto “fallimento del mercato” teorizzato durante l’ultima crisi aveva spinto infatti i passati governi a politiche di sussidio e incentivo che hanno dato grande sviluppo a settori ecosostenibili come le energie rinnovabili. Basta scorrere la lista delle ultime quotazioni green a Piazza Affari per scoprire la seconda generazione: Gala (energia), Gruppo Green Power (rinnovabili), Innovatec (efficienza energetica), Ki Group (prodotti bio), Te Wind (rinnovabili), Sacom (chimica verde), Enertronica (rinnovabili).

Si tratta di temi a cui l’Italia presterà molta attenzione al G7, ha concluso il ministro Padoan. Ora c’è più consapevolezza dei problemi, è un modo per lasciarsi alle spalle un momento molto difficile dell’economia globale.

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