incontinenza urinaria

Incontinenza urinaria, 1 donna su 5 ne soffre

E’ senza dubbio un argomento molto delicato e intimo, eppure interessa più persone di quanto si possa immaginare. Parliamo dell’incontinenza urinaria che coinvolge qualcosa come 10 milioni di italiani soprattutto donne a partire dai 45/50 anni: pare ne soffra una donna su cinque.

Proprio di questo si è parlato di recente a Matera nel corso del secondo masterclass di Uroginecologia nell’ambito di un ‘social corner’ dove si è parlato anche dell’importanza di mettere in rete i centri specializzati su questo disturbo, oltre che della necessità che anche in Italia le cure siano rimborsabili.

Tornando ai numeri snocciolati, se gli uomini che soffrono di incontinenza urinaria sono circa 3 milioni (12%) raggiungendo il 15% intorno ai 70 anni di età, le donne sono 6 milioni; oltre i 75 anni entrambi i sessi raggiungono una percentuale del 50%. Anche le donne più giovani possono soffrirne, in questo caso l’incontinenza è solitamente causata da un ipertono del pavimento pelvico.

In realtà il disagio può essere eliminato sottoponendosi a piccoli interventi chirurgici, seguendo terapie riabilitative oppure cure farmacologiche. Tuttavia soltanto il 49% di chi ne soffre si cura in maniera adeguata così da risolvere il problema una volta per sempre. Molti preferiscono rivolgersi a sistemi quali assorbenti e cateteri che, però, sono soltanto dei palliativi.

Tornando al discorso della gratuità delle cure, in Italia ancora non esiste la rimborsabilità dei farmaci specifici per l’incontinenza urinaria che ha un costo di oltre 40 euro pro capire al mese per chi ne soffre, e di 867 euro l’anno sempre pro capite per il Sistema sanitario nazionale. Eppure non si tratta di uno scherzo se consideriamo che l’incontinenza urinaria incide sulla qualità della vita di chi ne soffre ancora di più di altre malattie, tipo il diabete.

Tra l’altro si tratta di un problema serio non soltanto per il paziente ma anche per il medico visto che si tratta di una patogloai che richiede un approccio multi specialistico. Sul lato delle cure, si stima che solo il 40% delle donne segue scrupolosamente la terapia farmacologica, mentre le altre o non la iniziano affatto o la interrompono trascorso poco tempo per paura di eventuali effetti collaterali.

E poi c’è anche il costo dei farmaci che, come già detto prima, in Italia non è ancora rimborsabile. Oltre a questo, si punta anche a creare un rete territoriale con centri di diagnosi, cura e prevenzione dislocati in tutte le regioni d’Italia.

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