Tre anni dal sisma aquilano: i buoni propositi della musica e la maledetta burocrazia
Pubblicato da Massimo Giuliano
6 aprile 2012 alle 10:45

Il 6 aprile 2009, alle ore 3.32, L’Aquila veniva colpita da un tremendo terremoto che oggi, esattamente a tre anni di distanza, ha lasciato dietro di sé pesanti strascichi. Le polemiche sono relative soprattutto alla ricostruzione mai partita e ai fondi raccolti che ancora adesso giacciono inutilizzati. Il mondo della musica non è esente da questo discorso, in quanto all’epoca ci furono alcune operazioni discografiche importanti, una delle quali è quella legata a ‘Domani’. La canzone di Mauro Pagani, incisa da oltre 50 artisti italiani, ha raccolto 1,2 milioni di euro, che non sono stati ancora impiegati.
Tre anni fa i soldi di ‘Domani’ furono versati al ministro alla cultura di allora, Sandro Bondi, su un conto corrente intestato al Mibac, per la ricostruzione del Conservatorio Alfredo Casella. 69mila euro vennero destinati al teatro comunale per il quale anche Bruno Vespa, con ‘Porta a Porta’, raccolse denaro (circa 1,6 milioni), e i lavori sono cominciati. Tuttavia, la maggior parte della somma raccolta con ‘Domani’ è ancora lì, ‘inespressa’. Jovanotti, uno dei promotori del progetto, ha espresso tutta la sua rabbia l’ultima volta pochi giorni fa, su Twitter: “L’incasso di ‘Domani’ (diritti d’autore compresi) è in un conto del Ministero della Cultura; non manca nemmeno un euro, manca la politica”.
Questa la risposta del ministro alla ricostruzione Fabrizio Barca, affidata sempre a un tweet: “Parte dei fondi (6%) sul Teatro Comunale risulta spesa. Il grosso, assegnato al Conservatorio, è fermo”. Le agenzie di stampa, stando a fonti dei Beni Culturali dell’Aquila, sostengono che non ci sia ancora un progetto e che questo spetterebbe alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici. La stessa situazione la stanno vivendo le Amiche per l’Abruzzo, ovvero Laura Pausini, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Elisa e Giorgia: la maggior parte dei fondi (circa 1,2 milioni di euro) serviva per la ristrutturazione della scuola elementare ‘De Amicis’, ma i lavori non sono iniziati e il Comune ha detto che l’iter per l’appalto è ancora lungo. Maledetta burocrazia.
