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Investire in Borsa: cresce il peso politico sui listini europei

Investire in Borsa nel corso del 2017 potrebbe rappresentare una ottima occasione di guadagno per tutti i trader che desiderano puntare con vigore sui mercati azionari, e non solo.

Tuttavia, come ribadito da http://www.investireinborsa.me/, guai a buttarsi a capofitto sui listini dei mercati regolamentati senza avere sufficiente dimestichezza con la formulazione di una propria personale strategia di trading.

Gli scivoloni sulle Borse apparentemente più apprezzabili sembrano infatti essere dietro l’angolo e, complessivamente, il rischio politico sembra poter influenzare in misura negativa le quotazioni dei prossimi mesi, andando così a nuocere alla tanto ambita serenità dell’investitore “cassettista”.

Un calendario elettorale molto delicato

Di fatti, anche se i listini europei cercano di conservare un trend di medio periodo al rialzo, l’avvicinarsi della tornata elettorale e l’approssimarsi delle prime importati barriere tecniche sembrano essere requisiti sufficienti per poter sviluppare in misura significativa la volatilità di breve termine e le prese di profitto conseguenti. Segnali incoraggianti sul fronte macro potrebbero certamente sostenere l’euforia di settore, ma a nostro giudizio è comunque possibile (probabile?) che nel futuro a breve termine vi siano dei periodi di forte appannamento determinati proprio dal crescente rischio politico.

Appare infatti evidente come nel corso dei prossimi mesi i maggiori rischi per i mercati europei siano proprio incentrati sui temi politici (e, sul fronte finanziario, dal riaccendersi delle paure sulla Grecia). In linea di massima,  potrebbe giocare un ruolo nocivo il susseguirsi di eventi elettorali in Paesi ritenuti “chiave”, come Francia, Olanda e Germania, con il rischio di conseguenti affermazioni anti-europeiste. Sempre in ottica europea, un pregiudizio potrebbe sorgere dall’avvio della procedura di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea (Brexit).

In ogni caso, è ben possibile che all’interno del prossimo periodo, gli andamenti delle principali Borse europee possano seguire un trend divergente. Il DAX tedesco manterrà presumibilmente un’impostazione rialzista di medio periodo, mentre in Francia il CAC potrebbe risentirne proprio in favore delle azioni tedesche, il cui investimento è sicuramente interpretabile come più difensivo (cosa che è peraltro già accaduta nel 2011-2012).

Spostandoci invece dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, notiamo che il clima si mantiene di rinnovato ottimismo sulle prospettive di una crescita economica e di una politica fiscale piuttosto espansiva.

Scelte oculate all’orizzonte

A questo punto, non possiamo non notare come l’entusiasmo che ha sostenuto il listino azionario domestico nel corso dell’ultima parte dell’anno e nella primissima parte del 2017 si sia oramai fortemente ridotto, lasciando crescente spazio a prese di beneficio di breve periodo. Le incertezze riguardano più il fronte politico che non il quadro macro economico, con un’atmosfera carica di aleatorietà che potrebbe penalizzare soprattutto alcuni Paesi periferici o semi-periferici, e l’Italia, considerata oramai l’anello debole tra i principali Paesi comunitari.

Quanto sopra non deve tuttavia indurvi ad allontanarvi dagli investimenti in Borsa italiana che, invece, sulla base degli utili attesi per il biennio in corso, potrebbero risultare tra i più attraenti di tutto il vecchio Continente, aprendo interessanti opportunità di guadagno e di apprezzamento nel breve medio termine.

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