‘Marley’, il 26 giugno debutta al cinema il documentario sulla leggenda del reggae

Ascolta con webReader

Una voce, una leggenda, un volto impresso nella mente di tutti. Bob Marley rappresenta un’immagine musicale vivente, capace di trasformarsi nella sua breve vita nell’icona del reggae. Un idolo cui ora Kevin MacDonald, regista del film ‘L’ultimo re di Scozia’, con il quale l’attore Forrest Whitaker ha vinto anche un Oscar, ha deciso di dedicare un documentario definitivo, che tratterà la storia sia musicale che privata dell’artista jamaicano. L’uscita nelle sale di ‘Marley’ è prevista per il 26 giugno: a collaborare con la pellicola sono stati chiamati anche il figlio Ziggy e la vedova Rita. Entrambi hanno dato il pieno consenso per l’utilizzo dei diritti musicali e di immagine di Bob. Il docu-film è ricco di interviste inedite, spezzoni di concerti live e una serie di filmati inediti.

Il ‘profeta della musica reggae’, come viene chiamato tutt’ora, domina la scena anche sotto il profilo caratteriale del personaggio; lo spettatore scoprirà tutta l’umanità e il carisma di Marley, caratteristica che metteva nelle sue poesie e canzoni dedicate agli ultimi del mondo. Ripercorrendo la sua carriera artistica, non possiamo tralasciare due album su tutti: ‘Catch a Fire’ e ‘Live at Lyceum 1975’. Il primo rappresenta lo spirito e gli esordi dell’artista, quando fu scoperto e lanciato dal produttore Bunny Livingston, mentre il secondo lo immortala in uno splendido live in Inghilterra nel 1975: un gioiello di musica strumentale, un totale coinvolgimento mistico dal vivo. Seppur breve, la vita di Bob Marley, non è stata tutte rose e fiori.

Ai suoi esordi, la critica e il pubblico jamaicano stentavano a capirlo, e proprio per questo volò giovanissimo in Inghilterra, dove poi trovò fortuna. Nella sua vita lo hanno accompagnato artisti come Peter Tosh e il suo gruppo ‘The Wailers’. Da indomito leone jamaicano, voce dei più deboli, ha regalato gioielli e testi considerati veri inni di protesta come ‘Redemption Song’ e ‘Get up Stand Up’. Da ricordare, poco prima della sua scomparsa, il memorabile concerto del 1981 a Milano. Oggi, malgrado sia diventato un simbolo per gadget e magliette, possiamo constatare a distanza di quasi mezzo secolo che Marley ha battezzato un genere musicale, lo ha fatto proprio e lo ha divulgato in tutto il mondo. Dopo di lui, un’intera scuola di artisti e gruppi si è forgiata attraverso i suoi testi e le sue musiche, ma di eredi e successori non c’è ancora traccia. Il ‘profeta’ non ci ha lasciato soltanto il reggae, ma un vero e proprio ‘culto’ musicale.

PrintFacebookTwitterYahoo MailGoogle GmailPrintFriendlyOknotizieSegnaloRedditStumbleUponDeliciousDiggBlogger PostWordPressShare

Lascia un commento