Procurato aborto per una 18enne: denunciata, è successo a Vicenza

Procurato aborto: una ragazzina denunciata per aver interrotto la gravidanza senza il rispetto della legge

La storia di una ragazzina di appena diciotto anni e di origini africane apre di nuovo le porte ad una situazione sulla quale è necessario far luce, ancora una volta. Mentre da un lato in Italia si lamenta una difficoltà reale nel trovare ospedali e strutture senza medici obiettori per poter praticare l’aborto – secondo quanto, tra l’altro, è stabilito dalla Legge 194 – dall’altro lato, ancora oggi, nel 2017, vi sono molte persone che continuano ad alimentare il mercato nero di un settore medico molto pericoloso.

Abortire non è cosa da poco. È una scelta, che cambierà la vita di una donna per sempre, e che spesso si rende necessaria ma che porta con sé il dolore, e la necessità dell’elaborazione di un lutto, e che molto spesso provoca non pochi problemi, disagi e disturbi psicofisici in chi deve affrontare questa scelta dolorosa. Ma ciò che è accaduto a Vicenza in questi ultimi giorni fa anche riflettere sull’altra faccia della medaglia, quella di una giovanissima ragazza che, ad appena 18 anni di età, ha effettuato il suo quarto aborto e lo ha fatto senza l’aiuto di medici o consultori, assumendo una decina di pillole di un farmaco che provoca spasmi addominali e induce l’aborto.

La ragazzina, che si trovava a scuola, si è sentita male ed è stata trasportata d’urgenza in ospedale, dove è stato scoperto l’amaro destino della creatura che la giovane portava in grembo: dopo essere stata adeguatamente curata, la giovane è stata denunciata per procurato aborto.

 

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