Obiezione coscienza aborto: in Lombardia troppi ginecologi obiettori

Obiezione coscienza aborto

Obiezione coscienza aborto: troppi ginecologi obiettori in Lombardia

Il problema va definito e va sicuramente chiarito. Infatti, stando alle ultime notizie, la situazione relativa all’aborto – ed alle richieste di aborto – è abbastanza grave in Italia: perché se è vero che l’interruzione volontaria di gravidanza – questa è la terminologia che sembra fare meno paura – è rappresentata, in Italia, da una vera e propria legge che la consente, è anche vero che nel nostro paese vi sono ancora molti, forse troppi, centri ospedalieri ed altrettanti medici che non consentono di fare riferimento, a livello materiale, a questa legge.

Così, troppe donne in difficoltà e già in preda ad ansie e sensi di colpa, confuse e disorientate, che necessitano di abortire – o che vogliono, per un loro diritto, interrompere una gravidanza non desiderata – si trovano a combattere tra la loro impotenza e le porte sbattute in faccia da parte di medici e ginecologi che si trincerano dietro l’obiezione di coscienza e non rendono possibile l’interruzione di gravidanza.

In sei ospedali della Lombardia, tutti i ginecologi sono obiettori di coscienza, mentre in tutti gli altri, la percentuale di medici obiettori è comunque molto elevata e riguarda per lo più una misura che va dal 99% al 50%.

Proprio per questo motivo, anche in Lombardia si chiede che vengano predisposti dei concorsi ad hoc per l’assunzione di ginecologi non obiettori: è quanto richiesto dal Pd per rendere possibile l’effettiva attuazione della legge 194 che regola l’aborto in Italia.

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