Licenziato perché malato, ma l’azienda respinge le accuse

Licenziato perché malato

Licenziato perché malato: azienda di Bologna respinge le accuse del suo ex lavoratore

Subire un intervento delicato, e destinato, in qualche modo, a cambiare per sempre la nostra vita, è qualcosa a cui probabilmente nessuno di noi vorrebbe essere costretto a ricorrere. Succede, però, ogni giorno, a migliaia di persone che, per causa di una patologia o di un disturbo invalidante, o ancora per motivi di vita o di morte, sono costrette a fare riferimento ad un intervento, un’operazione chirurgica che salvi loro la vita.

Stiamo parlando anche del caso di persone affette da problemi renali importanti e costrette, per sopravvivere, o comunque per ritornare ad avere una vita normale, a subire un trapianto di rene. E ciò che è accaduto ad un uomo, licenziato dall’azienda presso cui lavorava, proprio a causa della sua condizione fisica, rappresenta proprio tutto ciò che solitamente chiamiamo “oltre il danno, la beffa”.

Quest’uomo, infatti, è stato licenziato dall’azienda in cui lavorava perché andava troppo spesso in bagno: in sostanza, quest’uomo era costretto a diverse pause fisiologiche durante il lavoro e così l’azienda di Castel di Casio in cui egli lavorava, ha deciso di dargli il ben servito, licenziandolo in tronco. La decisione è stata subito presa di mira dai sindacati metalmeccanici della Cis, che hanno immediatamente preso le difese dell’ex lavoratore. Ma l’azienda non ci sta, e di fronte al danno d’immagine prodotto dalle informazioni, a suo dire, totalmente false, ha dichiarato come in effetti il reale motivo del licenziamento non sia da imputarsi in alcun modo alla malattia, ma ad un comportamento negativo e più reiterato da parte del lavoratore.

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