Bitcoin? L’investimento più rischioso del mondo: ecco (a sorpresa) chi l’ha detto!

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Investire nei bitcoin? Può essere un’attività conveniente, almeno a guardare quanto accaduto nel corso del 2017, un anno in cui le criptovalute più famose e capitalizzate del mondo si sono rese protagoniste di un’impennata senza precedenti, che ha portato un rendimento (teorico) straordinario nelle tasche di tutti coloro che hanno scelto di dare la giusta fiducia al comparto. Ma questa tendenza durerà? Che interpretazione è possibile dare del sistema Bitcoin?

Ebbene, come ci ricorda il sito internet Criptovalute24, tra le voci che negli ultimi giorni si sono sollevate in maniera più critica nel cercare di prevedere qualche potrebbe essere la sorta dei bitcoin, c’è stata anche quella di Emil Oldeburg. Un nome che probabilmente ai più non dirà granchè, ma che è in realtà il co-fondatore di Bitcoin.com, uno dei più importanti siti dedicati alla criptovaluta, che ha affermato di aver venduto tutti i propri bitcoin poichè li considera l’investimento più rischioso che si possa fare.

Attenzione, però. Guai a pensare che Oldeburg sia sfiduciato sul futuro di tutte le criptovalute. La sua negatività sembra invece essere ben indirizzata proprio sui soli bitcoin, evidentemente troppo al centro dell’attenzione mediatica e finanziaria, ma non su altri asset appartenenti alla stessa gamma. È proprio per questo motivo che Oldeburg oltre ad aver annunciato di aver venduto tutti i bitcoin, ha anche precisato di aver comprato in cambio i Bitcoin Cash, un’altra valuta digitale, nata con un hard fork di Bitcoin, e considerabile il “vero contante elettronico peer to peer per Internet”.

Ma per quale motivo Oldeburg è così definitivo sulla convenienza dell’investimento in bitcoin? Dal suo ufficio di Tokyo, il co-fondatore di Bitcoin.com ricorda innanzitutto di aver venduto i propri bitcoin perchè questa criptovaluta presenterebbe molti limiti. Uno su tutti? Il fatto di aver dovuto pagare 50 dollari per vendere la valuta virtuale, e di aver atteso ben 12 ore per il completamento della transazione. Un arco temporale che – giustamente – Oldeburg definisce completamente “irragionevole”, e che è stato anche uno dei motivi che nel corso degli anni hanno portato Bitcoin a subire diversi fork.

Per Oldeburg, infine, il bitcoin non deve essere inteso come un mezzo di pagamento e di regolamento, bensì come una sorta di oro digitale. Il giovane svedese ha poi elogiato i Bitcoin Cash, suo nuovo approdo finanziario, rammentando che costa solamente 10 centesimi poter inviare il denaro con questo sistema, e che le transazioni sono immediate. Di contro, servono hard disk più grandi ma questo – conclude – non sembra essere un ostacolo per i miner, anche perchè per questa criptovaluta, contrariamente a quanto lo scandinavo ha sottolineato per i bitcoin, è possibile intravedere un futuro.

Insomma, Oldeburg ci ha dato un utile spunto sul quale ragionare. Conviene davvero abbandonare i bitcoin per poter abbracciare il “concorrente” Bitcoin Cash? Oppure le sue affermazioni sono troppo circostanziate sulla necessità di poter avere a che fare con una valuta da utilizzarsi nella vita quotidiana, piuttosto che con un mezzo di risparmio o di investimento speculativo?

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