Forex USA: trader sotto accusa per manipolazione dei tassi

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Il mondo del forex trading, da qualche mese a questa parte, è decisamente in fermento. Gli avvenimenti politici ed economici del 2016 hanno smosso parecchio le acque all’interno di un mercato che già di suo comporta rischi enormi per i trader che vi operano, e il 2017 promette di essere ancora più “turbolento” per chi vuole investire in valute tramite trade online.

Ma non ci sono solo i grandi eventi mondiali a movimentare il settore del forex trading. È di pochi giorni fa infatti la notizia delle pesanti accuse mosse dal Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti nei confronti di alcuni ex trader formatisi nell’ambiente di tre tra le più importanti banche mondiali: JP Morgan, Citigroup e Barclays.

I procuratori statunitensi hanno accusato questi trader di aver manipolato il mercato del Forex e dunque i tassi di cambio all’interno del sistema bancario. Stiamo parlando nello specifico di Richard Usher, Rohan Ramchandani e Chris Ashton, ma ci riferiamo più in generale a tutto l’ampio contesto di lotta alla manipolazione del settore Forex, dove a trader decisamente meno esperti e smaliziati, si affiancano anche vecchie volpi della finanza pronte a sfruttare a proprio vantaggio la liquidità del mercato più grande al mondo.

Le banche presso le quali lavoravano i tre trader non sono del resto nuove a situazioni come queste. Basti ricordare che, nel maggio 2015, Barclays, Citigroup e JP furono costrette a pagare multe per un totale di 2,5 miliardi di dollari dopo essere state giudicate colpevoli di aver manipolato i tassi di cambio.

Secondo le fonti statunitense, tra il 2007 e 2013 un gruppo di trader conosciuto come “il Cartello” avrebbe operato illegalmente per fissare i prezzi e manipolare le offerte sul cambio euro-dollaro. È quanto si legge sul comunicato del Dipartimento USA che spiega come i trader accusati abbiano ottenuto vantaggi illegali commettendo reato di frode e manipolando il mercato Forex.

Le multe del maggio 2015 pagate dalle tre banche sono state parte di una seconda ondata di sanzioni regolatorie contro i grandi istituti di credito internazionali e contro le loro attività di manipolazione dei tassi sul mercato Forex, registrate praticamente ogni giorno dal 2007 al 2012.

La prima ondata ci fu nel 2014, quando sei banche vennero sanzionate negli States e in Gran Bretagna sempre a causa delle attività di manipolazione dei cambi svolte da alcuni loro trader professionisti. Quella emersa negli ultimi giorni, insomma, potrebbe essere solo la punta di un grosso iceberg.

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