‘Limitless’, Bradley Cooper protagonista di stati mentali persuasivi
Pubblicato da Emanuele Battaglia
12 aprile 2011 alle 11:08

Pronti per un viaggio davvero complicato? La partenza con ‘Limitless’ è prevista nelle sale cinematografiche venerdì 15 aprile. A guidarci in questa avventura sarà Neil Burger (regista e sceneggiatore americano acclamato nel 2006 per il film ‘The Illusionist’), che torna con il suo tocco postmoderno miscelando svariati generi.
‘Limitless’ certifica queste sue capacità, in modo concreto e incontrastabile, mostrando in avvio una commedia divertente, che muta in un crescendo di azione dal ritmo serrato, facendo acquisire alla trama i contorni di un thriller noir, intriso nel mistero. Il soggetto del film prende spunto dal romanzo di Alan Glynn ‘The Dark Side’, che narra le vicende surreali dello scrittore Eddie Morra, interpretato da Bradley Cooper. Il protagonista ha subito una forte delusione a causa del flop del suo ultimo libro e nel contempo la sua ragazza, Lindy, interpretata da Abbie Cornish, lo ha persino mollato nel bel mezzo di una cena al ristorante. Eddie è preso dallo sconforto ma ha la fortuna di incontrare il suo ex cognato Vernon, interpretato da Johnny Whitworth, e da qui in poi una svolta radicale condurrà al successo lo scalognato scrittore. Tutta la magia di questo repentino cambiamento è in una pillola che annullerà ogni preoccupazione, rendendo la sua mente libera e geniale in ogni istante.
Trascorrono solo quattro giorni e un nuovo romanzo è pronto per la pubblicazione; la sua ex torna di corsa tra le sue braccia e le sue tasche sono piene zeppe di soldi grazie a ottimi investimenti in borsa. La potente ascesa di Eddie lo porterà a conoscere un magnate della finanza,Van Loon, impersonato da Robert De Niro. Purtroppo non tutto ciò che luccica è oro, la pillola Nzt con i suoi effetti collaterali farà presto ad annebbiare i sensi del nuovo Morra. Inizia un viaggio distorto in una realtà fittizia; la follia è in agguato. In sintesi, non c’è nulla di artefatto che può condurci al successo, solo la buona volontà, la costanza e il sacrificio.
La pellicola inneggia a una condotta naturale dell’esistenza, ricordandoci che fuggire da noi stessi è la principale causa dei nostri mali. Per vivere ogni giorno al massimo bisogna affrontare le difficoltà quotidiane con un’attenta presa di coscienza, tralasciando una ricerca improbabile, astratta di un’isola che non c’è, invisibile, innaturale, disorientante e, soprattutto, irraggiungibile. Un ottimo esempio dell’estetica postmodernista di cui facciamo parte.
