lavoro: rischi per lavoratore non in regola

I rischi che corre un lavoratore non in regola

Quando si pensa alla piaga del lavoro in nero, in molti danno per scontato che a subire le dure sanzioni previste dalla legge e inasprite negli ultimi anni dal Jobs Act sia unicamente il datore di lavoro, quando invece, a dover fare particolare attenzione, sono anche i prestatori d’opera, che in caso di mancata o falsa comunicazione agli organi di competenza dovranno fare i conti con una normativa davvero molto severa.

Facciamo però un po’ più di chiarezza e vediamo quali nuove regole sono state introdotte con d.lgs. n. 151 del 2015. Normalmente il lavoratore non in regola viene considerato la cosiddetta “parte debole” nel rapporto con il datore di lavoro e non rischia sanzioni di sorta nel caso venisse scoperto.

Questa almeno è quella che si pensa essere la norma fissa e immutabile di una situazione che invece richiede un’analisi più attenta. Per il dipendente pagato in nero, infatti, i guai cominciano, e possono essere davvero grossi, qualora questi avesse dichiarato alle autorità competenti il proprio stato di disoccupazione o, addirittura, percepisca apposita indennità.

Secondo il d.lgs. 151, il lavoratore occupato in nero che abbia reso all’Inps o al Centro per l’impiego una dichiarazione circa il proprio status di disoccupato, rischia una condanna per il reato di “Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico”.

Si fa quindi nel penale e si rischia la reclusione fino a due anni. Se inoltre il lavorate ha percepito, o continua a percepire l’indennità di disoccupazione o altri ammortizzatori sociali erogati dallo Stato o da altri Enti pubblici, questi rischia di vedersi contestata l’indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Il reato è punito in questo caso con la reclusione da sei mesi a tre anni, ma nel caso la somma indebitamente percepita fosse pari o inferiore a 3.999,96 euro si applica invece unicamente la sanzione amministrativa, equivalente ad ul pagamento di una somma di denaro da 5.164 euro a 25.822 euro. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito

Inoltre, in aggiunta alle sanzioni penali e amministrative appena descritte, il lavoratore in nero che abbia percepito illegittimamente una qualsiasi forma di ammortizzatore sociale, decade dai benefici attribuitigli e resta salvo il diritto dell’Inps o dell’Ente erogatore dell’indennità alla restituzione degli indebiti e al risarcimento del danno. Fate quindi bene attenzione e curate al meglio la vostra situazione lavorativa. Solo così eviterete guai con la legge.

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