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Borsa Italiana chiude appesantita sui bancari

Piazza Affari chiude la settimana con una prestazione negativa: il Ftse Mib archivia infatti la seduta con un calo di 0,45% a causa principale del deludente stato di forma dei bancari, con Bper che diffonde dati peggiori delle attese, mentre Ubi pubblica i conti di un 2016 in profondo rosso, ma sulla base di un’attenta pulizia di bilancio (che la Borsa ha evidentemente apprezzato).

Banca Generali chiude invece l’esercizio in utile di 156 milioni di euro. Milano a parte, buona la chiusura di settimana delle altre piazze finanziarie europee, con Francoforte che sale dello 0,21%, Londra che archivia il venerdì con un + 0,40% e Parigi che chiude poco sopra la parità.

Per quanto attiene lo spread, il differenziale tra i Btp a 10 anni e il Bund tedesco ha chiuso a quota 194 punti, con un rendimento pari al 2,25%. Il Tesoro ha inoltre annunciato di aver collocato interamente i 6,5 miliardi di euro di Bot a un anno con scadenza 14 febbraio 2018 con rendimento a -0,247%, in rialzo rispetto allo – 0,25% dell’asta di gennaio. La domanda ha invece superato i 10 miliardi di euro, con rapporto di copertura a 1,68.

In ottica commodities, rileviamo come il petrolio stia compiendo un nuovo balzo in avanti: il Wti è salito fino a sfiorare i 54 dollari al barile, mentre il Brent cresce a 56,83 dollari, con rialzi di circa 2 punti percentuali. Tra le determinanti che hanno influenzato maggiormente il trend del petrolio c’è sicuramente stato il dossier elaborato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, secondo cui i Paesi OPEC avrebbero ridotto la produzione di un milione di barili al giorno nel mese di gennaio rispetto al mese di dicembre, raggiungendo così il 90% dell’obiettivo che era stato fissato come impegno nell’intesa conseguita lo scorso novembre, che auspicava a una riduzione della produzione – già dall’inizio dell’anno – di 1,2 milioni di barili al giorno.

Sempre tra le materie prime, ma spostandoci ai metalli preziosi, oro in calo a 1.124 dollari l’oncia, con un passo indietro dello 0,23%. In ambito Forex, il cambio euro / dollaro chiude con la valuta unica europea in lieve flessione, a 1,0630 dollari.

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